Il Ciclo Dell’Azoto: Questo Sconosciuto!

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Il ciclo dell’azoto è forse uno dei concetti più complessi in acquriofilia, in questo articolo cercherò di spiegare il suo funzionamento in maniera molto semplice per far sì che questo sia compreso anche da chi si trova alle prime armi!

Avete mai sentito parlare di un acquario maturo? Se la risposta è sì ma non avete la men che minima idea di cosa significhi…beh ve lo spiego subito!

Per acquario maturo o acqua matura si intende quando il ciclo dell’azoto raggiunge il suo risultato finale.

In parole semplici, quando noi diamo da mangiare ai nostri pesci oppure le piante fanno cadere le loro foglie morte o ancora quando le deiezioni dei pesci raggiungono il fondo, si attiva un meccanismo che comporta la produzione di ammoniaca e ammonio, sostanza a dir poco letale per i nostri amici di vasca, per questo è molto importante possedere nel filtro una buona dose di materiale biologico (per esempio i cannolicchi), in esso infatti attecchiranno dei batteri che trasformeranno queste sostanze tossiche prima in nitriti e poi in nitrati.

Vediamo nel dettaglio il suo funzionamento:

1. A causa degli avanzi di cibo, degli escrementi dei pesci e del fogliame morto viene prodotta l’ammoniaca

2. La prima famiglia di batteri che questa sostanza nociva incontrerà è quella dei Nitrosomonas, quest’ultimi infatti la trasformeranno in Nitriti, valore che dovrà essere praticamente nullo in acquario, ovvero 0 mg/l.

3. Successivamente, i nitriti incontreranno altre due famiglie di batteri, chiamati Nitrobacter e Nitrospira, che li trasformeranno in Nitrati. Un composto decisamente più sopportabile che potrà avvicinarsi in alcuni casi anche ai 15 o 20 mg/l.

Detto ciò, possiamo renderci conto quanto è importante conoscere queste informazioni e sapere cosa succede all’interno dei nostri filtri.

Importante: C’è un dettaglio molto importante da ricordare quando si effettua la pulizia del filtro, ovvero di non lavare MAI i cannolicchi con acqua del rubinetto perché il cloro ucciderebbe questi batteri, creando non pochi problemi di stabilità in vasca!

Quando Un Acquario Può Ritenersi Maturo?

La maturità dell’acqua viene raggiunta solo dopo circa 30 giorni dal primo avvio.

I primi passi da muovere in sono i seguenti:

1. Inserire come unici organismi viventi solo le piante fino a che l’acquario non raggiunge i valori corretti per i pesci che vogliamo inserire.

2. Monitorare settimanalmente i valori dell’acqua. In commercio troveremo sia i test a striscette che i test a reagente. Il funzionamento è il medesimo, le prime posseggono dei quadratini che a contatto con l’acqua cambieranno colore e in base alla gradazione che raggiungeranno ci sarà un valore numerico corrispondente. I secondi invece vengono venduti con un kit di provette e siringa insieme a dei flaconcini con dei reagenti all’interno. Bisognerà prelevare dell’acqua dall’acquario, mischiarla con delle gocce del reagente corrispondente e in base al colore ottenuto si avrà il valore di riferimento. Tra i due mi sento di consigliare i test a reagente, decisamente molto più precisi, il loro prezzo è più alto rispetto a quello delle strisce ma sicuramente avrete un valore molto più accurato!

Come Faccio A Mantenere Stabili I Valori In Acquario?

Test acquario
Man determining water pH by comparing the color of liquid in testing vial with attached color scale. Water is alkaline

La risposta è molto più semplice di quanto si possa pensare. Ovvero, agendo con cognizione di causa. Di seguito vi elencherò dei consigli che dovranno essere seguiti alla lettera per evitare problemi:

1. Non sovrappopolare l’acquario, i pesci proprio come ogni altra specie animale ha bisogno di un determinato spazio vitale, se mettiamo troppi individui in un acquario troppo piccolo, oltre a farli soffrire tremendamente e ad incorrere in problemi di territorialità, ci troveremo di fronte ad un acquario molto più sporco e di conseguenza con picchi di ammoniaca altissimi

2. Evitare di dare troppo cibo ai pesci. Basterà nutrirli una volta al giorno e la quantità di cibo andrebbe finita nel giro di massimo 5 minuti, in modo che esso non precipiti sul findo

3. Utilizzare un filtro adeguato alla potenza dell’acquario, infatti se il filtro è troppo potente l’acqua attraverserà troppo velocemente il filtro biologico non permettendo ai batteri che abbiamo citato sopra di filtrare correttamente, al contrario se sarà troppo lento si troveranno sovraccarichi di ammoniaca da filtrare, ottenendo in entrambi i casi un risultato sconveniente.

4. Le piante aiutano a velocizzare il processo. Infatti con la fotosintesi quest’ultime aiuteranno a trasformare più azoto in ossigeno! Risolvendoci non pochi grattacapi!


Capitolo successivo: Il filtraggio meccanico, biologico e chimico!