Pesce Pagliaccio e Anemone?

Pesce pagliaccio e anemone

Pesce pagliaccio e Anemone?

Per l’allevamento di un pesce pagliaccio nei nostri acquari serve davvero l’anemone? Come possiamo replicare ciò che succede in natura per quanto riguarda la simbiosi di questo bellissimo pesce e il suo stretto compagno di vita? Cosa accadrebbe se non lo mettessimo in acquario? Scopriamolo insieme!

Chi è il migliore amico dei pesci pagliaccio? L’anemone! Conosciamolo insieme.

Anemone di mare

L‘anemone di mare, anche chiamato attinia,  è un parente stretto dei coralli e potremmo definirlo come un cugino delle meduse infatti i suoi tentacoli sono urticanti, proprio come i loro, inoltre sotto di  essi è presente la bocca dell’animale. Il suo metodo di caccia è molto particolare infatti muove i suoi tentacoli in attesa che qualche sventurata vittima li tocchi per sbaglio. Il solo tocco rilascia delle neurotossine che paralizzeranno la vittima dopodiché la trascinerà all’interno della sua bocca per mangiarsela.

Come fanno i pesci pagliaccio a non morire con il contatto dell’anemone?

Semplice, loro vivono in simbiosi. Nella sostanza i pesci pagliaccio possiedono uno strato di muco protettivo sul loro corpo che li rende immuni al tocco dell’anemone, questo gli permette di poter usare l’animale come tana e ricevere protezione dagli altri pesci. In cambio l’anemone si ciberà degli avanzi di cibo del pesce così entrambi ne trarranno vantaggio. 

Allevamento dell’anemone:

Tenete in considerazione che allevare un anemone richiede qualche accortezza particolare, le domande che ci dovremo fare sono le seguenti:

    1. Abbiamo altri coralli in vasca? 
    2. Quanti litri deve avere il mio acquario?
    3. Come devo agire in caso di morte del corallo?
    4. Mi ucciderà gli altri pesci?

1. Abbiamo altri coralli in vasca?

La domanda è lecita perché alcune specie di questo corallo camminano all’interno della vasca fino a posizionarsi nel punto che ritengono più consono. Ovvero terranno il loro basamento (o piede) in una zona d’ombra e i tentacoli si lasceranno trasportare dalla corrente, proprio come in natura. In caso di contatto con gli altri coralli potrebbero insorgere problemi di ustione. Esiste infatti la credenza (vera in questo caso) che l’anemone non debba toccare nient’altro all’interno della vasca.

2. Quanti litri deve avere il mio acquario?

Per i problemi sopra elencati e per il fatto che in caso di morte dell’attinia ci sarebbe un rilascio sovradimensionato di ammoniaca si consiglia di avere una vasca da almeno 200 litri per evitare di incorrere nella morte dell’intero ecosistema, dato che maggiori quantità d’acqua sono più facilmente trattabili rispetto a pochi litri. In caso di vasche più piccole o addirittura Nanoreef, il consiglio è quello di tenere sempre sotto controllo lo stato di salute dell’anemone.

3. Come devo agire in caso di morte del corallo?

Se ci capitasse di vedere l’anemone moribondo dobbiamo subito toglierlo dalla vasca. 

Le caratteristiche di un anemone malato sono le seguenti:

    • Il basamento non sarà più saldo al vetro dell’acquario o alla roccia.
    • La bocca dell’animale inizia a riversare al di fuori e i tentacoli si apriranno maggiormente lasciando il centro del corallo a vista.
    • I tentacoli diminuiscono di dimensioni, quasi tendono a rinsecchirsi, se la situazione si protrae per più di 5 giorni viene facile pensare che l’animale sia morto, inoltre è molto comune vedere i tessuti che si disintegrano.
    • L’acqua perde di limpidezza.

4. Mi ucciderà gli altri pesci?

Dipende dalla specie, diciamo che se in vasca abbiamo pesci diversi dai soliti pagliaccetti, potremmo pensare di inserire un anemone a bolle come per esempio questo:

Pesce pagliaccio e anemone a bolle

Infatti quest’ultimo potremo alimentarlo con gamberi crudi, vongole o cozze… Mi raccomando non tutti i giorni ma solo una volta alla settimana. Ciò comunque non significa che non attaccherà gli altri pesci ma succederà solo se in vasca sono presenti animali dal nuoto lento, i cavallucci marini potrebbero esserne un esempio. Con l’aiuto dei pesci pagliaccio potremmo tenere lontani gli altri pesci dal corallo, perché tenderanno a difendere il loro territorio. Una volta avvenuta la simbiosi con il pesce pagliaccio si potrà diminuire la somministrazione del cibo perché, come dicevamo prima, sarà l’abitante dell’anemone a procurargli il cibo. 

Il Pesce Pagliaccio: chi è?

Pesce pagliaccio anemone

Al giorno d’oggi tutti lo conoscono grazie al famosissimo film di animazione “Alla ricerca di Nemo”. Il loro nome scientifico è Amphiprion Ocellaris. Essi sono pesci di facile allevamento e anche molto resistenti, riescono a resistere ai vari sbalzi di salinità e soprattutto sono uno spettacolo da osservare in vasca. Il loro corpo ricorda i colori che usano i Clown per truccarsi e da qui ecco che nasce il loro nome. 

La loro presenza è molto estesa soprattutto nell’Indo-Pacifico e nel Mar Rosso quindi principalmente in tutte le acque tropicali, non li troveremo però nelle acque caraibiche.

In natura esiste una scala gerarchica infatti esiste il capo branco che a differenza di altre specie sarà una femmina, anche chiamata Matriarca, la quale si accoppierà con l’unico maschio sessualmente maturo. In caso di morte della femmina, sarà il suo compagno a prendere le redini del branco ma prima di farlo cambierà sesso e da maschio diventerà femmina. 

Cosa mangia? 

Allevo pesci pagliaccio da ormai diverso tempo e ho constatato che non sono per niente schizzinosi, anzi sono molto voraci!

Di solito somministro un’alimentazione molto varia: principalmente plancton, artemie liofilizzate o vive e poco cibo in scaglie. Per meglio dire l’ideale sarebbe evitare che il cibo galleggiasse troppo, appunto perché nel tentativo di afferrarlo, ingerirebbe dell’aria che andrà a gonfiargli la vescica natatoria fino a farlo stare nella innaturale posizione a pancia in sù. Ho risolto il problema lasciandolo a stecchetto qualche giorno e bagnando il cibo prima di somministrarglielo. 

Valori dell’acqua e dimensioni della vasca:

Per quattro esemplari adulti il consiglio è di avere almeno un acquario da 100 litri. Finché sono piccoli possiamo inserirli anche all’interno di una vasca da 50 litri. Personalmente ne allevo una coppia in un Nanoreef da 30 litri ma saranno prossimi ad avere un alloggio più grande.

I valori ideali sono i seguenti:

    • Ph: 8 – 8,4
    • Kh: 8 – 12
    • No2: 0 mg/lt
    • No3: Più prossimi allo 0 possibile, ma comunque mai più di 5 mg/lt
    • Nh3 (Ammoniaca) : Assente
    • Ca: 400 – 500 mg/lt
    • Mg: 1220 – 1350 mg/lt
    • Temperatura: 26°

Leggi l’articolo che ho scritto per te per l’avvio e la manutenzione del mio primo Nanoreef.

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